Anna e Vincenzo: la magia dell'amore
28 sensuale e gioioso della nostra vita: I'acqua era caldissima e aveva cento odori forti. Proveniva direttamente dalle viscere del Fuji, che è spento dal 1708, ma in basso continua a gorgogliare e infatti noi ne sentivamo la voce, mentre ascoltavamo, su in alto, gli urli del vento e il crepitio della Pioggia. E, finalmente, la cena. Quella cena: un kaiseki, o pasto dell’ imperatore, di 12 Portate. Era l' 11 settembre, compleanno di Anna. E in quel kaiseki scoprimmo l'arte come integrazione naturale della tavola giapponese. Per esempio, l'arte del tempura, il friggere. I giapponesi la posseggono al grado più alto che ci sia, e hanno piatti, hanno pasti completi, eppure lievissimi, col nome di tempura che, poi, viene dal latino quattuortempora dei gesuiti portoghesi, i quali fecero molti proseliti prima d'essere scacciati dall’ impero. E rimasta' ed è stata molto affinata,la loro tecnica di friggere divinamente, leggerissimamente, nella pastella verdure e pesci quando si entrava nei periodi, i quattro tempi, dei digiuni stagionali prescritti dal Concilio di Trento. L arte di presentare i piatti, gemella di quella di disporre i fiori, I'ikebana: la sala era tutta un'architettura di rose bianche, il colore prediletto da Anna. E I'arte di bilanciare con bevande calde e profumate i cibi crudi (ma il cuoco deve fare almeno tre anni di scuola speciale prima di essere ammesso a tagliare il pesce crudo per il sushi, piatto classico tra i classici). Mangiavamo, mangiavamo, e ci sentivamo sempre meglio, sempre più leggeri. Perché un altro segreto dell'intera cucina nipponica, non solo del tempura, è quello: I'assoluta incapacità di rendere pesanti e torpidi lo stomaco, la mente, il corpo (Anna, al rientro a Milano, si sarebbe accorta d'aver perso, pur mangiando tutto, dappertutto, i suoi 4 chili di troppo). Se <<l'Oriente respira religione>>, come è stato scritto, noi respiravamo una beatitudine priva della corruzione
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjY5NzM=